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Ottime notizie per il mercato immobiliare in vetta: secondo una recente indagine condotta da Scenari Immobiliari e riportata solamente qualche giorno fa su Il Sole 24 Ore, le compravendite di questo comparto hanno registrato una crescita del +9,4% su base annua. A seguito di anni caratterizzati da un trend negativo sembra proprio che tra gli amanti dello sci e gli appassionati di camminate si stia gradualmente risvegliando l’interesse per l’acquisto di una casa in montagna tantoché secondo le stime il settore chiuderà il 2017 con una vendita e acquisto di immobili attorno alle 5.800 unità. Stando ai dati elaborati negli ultimi mesi sono state vendute più case in montagna che al mare (+7,1%) o in campagna (+4,3%).

Più occasioni in montagna
Nonostante i prezzi delle case restino ancora piuttosto elevati in particolare in alcune zone, come Cortina d’Ampezzo giusto per citarne una, il mercato immobiliare in montagna si è arricchito negli anni di buone occasioni anche se, secondo quanto dichiarato dal presidente di Scenari Immobiliari Mario Breglia, rimane ancora piuttosto scarsa l’offerta da un punto di vista qualitativo.

Soprattutto seconde case
Gli investimenti, a livello generale, sembrano essere orientati soprattutto su piccole metrature (30 – 40 m2) trattandosi principalmente di seconde case sulle quali non investire budget eccessivi. Ad essere ricercate sono specialmente le case in piccoli comuni vicino alle località più grandi che, ad oggi, possono godere comunque di buoni comfort a prezzi però decisamente più accessibili.

Con la crisi immobiliare alle spalle, in Europa si ricomincia a costruire nel residenziale: lo confermano le ultime analisi illustrate da alcuni operatori del settore a Casa 24, il canale casa de Il Sole 24 Ore.

Nuove costruzioni nelle principali città d’Europa
A Berlino si attende la realizzazione di 45 mila unità immobiliari nelle aree urbane della città. 450 mila nuove case, invece, previste per Stoccolma nei prossimi cinque anni: in particolare, nell’area di Hagastaden nascerà per il 2025 un nuovo quartiere con residenze, aziende, università e attività ricreative.

A Parigi, tra le nuove costruzioni nel residenziale, si distingue il progetto “In Vivo” sulla Rive Gauche, caratterizzato da tre edifici con bio-facciate a sensori solari, terrazze coltivabili e giardini verticali.

Nel nostro Paese si segnala Milano, che ha visto negli ultimi anni una crescita costante della domanda degli investitori verso il residenziale nuovo. L’offerta è distribuita in modo omogeneo nelle aree centrali e periferiche e i prezzi vanno dai 6.500 euro al mq nelle aree semicentrali a oltre 10 mila euro. All’orizzonte sono in arrivo nuovi investimenti di quasi 7,5 miliardi di euro per il 2020.

Una domanda in costante crescita anche per Amsterdam, che vede il continuo afflusso di nuovi residenti che si spostano dalle città più piccole. Tra i progetti più importanti, la riqualificazione del Food Center che prevede circa 200 mila mq destinati a residenziale e 95 mila per logistica e negozi.

Per quanto riguarda la Spagna, le nuove costruzioni non sono sufficienti rispetto alla richiesta e i prezzi sono aumentati del 12% nelle zone top di Madrid e Barcellona. A Londra, invece, i prezzi del nuovo sono in discesa del 3-5%, ma il mercato necessita comunque di altre costruzioni a causa di una costante scarsità di offerta rispetto alla domanda.

L’inverno è praticamente arrivato e, con lui, un freddo improvviso e pungente. Anche i più coraggiosi avranno deciso di mettere in funzione il riscaldamento! Per verificare che il nostro impianto sia funzionante ed efficiente non dobbiamo dimenticarci di occuparci della manutenzione della caldaia. Vediamo cosa bisogna fare e se ci sono delle scadenze da rispettare.

I controlli stabiliti dalla legge
Se in questi giorni riscontrassimo un problema di malfunzionamento è evidente che dovremmo subito chiamare un tecnico per un controllo. Nel caso, invece, tutto stia funzionando correttamente dobbiamo ricordarci che esiste una manutenzione ordinaria della caldaia che va fatta nei tempi previsti dallo specifico modello che si possiede. Basterà controllare le istruzioni tecniche di ogni macchina, e lì sarà specificata la tempistica che deve essere rispettata, pena sanzioni pecuniarie previste dalla legge.

Tutti gli interventi effettuati sulla caldaia, dall’installazione alle manutenzioni periodiche o straordinarie, saranno inseriti all’interno del libretto caldaia, anche questo obbligatorio per legge nel nuovo modello introdotto nel 2016.

Nel caso la caldaia si trovi all’esterno dell’appartamento ogni quattro anni va rinnovato il “bollino blu”, che viene rilasciato al momento della prima accensione dell’impianto. Questo bollino serve a certificare il corretto funzionamento della caldaia in relazione all’emissione di gas inquinanti. Se la caldaia si trova dentro casa, il rinnovo del bollino blu va fatto ogni due anni.

Nel primo semestre del 2017, il 17,6% delle compravendite è stato concluso da investitori. A completare il quadro il 76,9% di acquisti di prima casa e il 5,5% di compravendite per la casa vacanza. Rispetto al primo semestre del 2016 la componente investitori è aumentata passando dal 16,7% al 17,6% attuale. Lo ha reso noto l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, sulla base delle compravendite effettuate attraverso le agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete in Italia.

Puntando i riflettori su chi ha comprato per mettere a reddito, l’analisi ha registrato che quasi un terzo degli investitori ha un’età compresa tra 45 e 54 anni (30,2%), seguito dai soggetti tra 35 e 44 anni (22,0%) e da coloro con un’età compresa tra 55 e 64 anni (21,9%).
Il 74,8% degli investitori sono coppie e coppie con figli, mentre il 25,2% è single (celibi/nubili, separati, divorziati e vedovi).
A comprare per investimento sono soprattutto imprenditori, liberi professionisti e impiegati che coprono il 76,5% di questo mercato, a seguire i pensionati con il 12,9%.
Buona parte degli acquisti per investimento si conclude senza l’ausilio degli istituti di credito (89,9%), mentre solo il 10,1% degli investitori ricorre al mutuo bancario.
Infine, la tipologia più richiesta da chi vuole mettere a reddito è il bilocale con il 41,7% delle preferenze, a seguire i trilocali (31,9%).

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