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Dalla cucina al bagno passando per la camera dei bambini, chi non vorrebbe trasformare di tanto in tanto il look della casa donandole un’aria più moderna o, semplicemente, più in linea con il gusto personale che, con gli anni, si è trasformato? Grazie ad alcuni semplici accorgimenti è possibile farlo senza rivolgersi necessariamente a un architetto e senza spendere una fortuna.

Complice il web, che permette a chiunque di stabilire il prezzo e poi affiggere un cartello con la scritta “vendesi”, la valutazione immobiliare è spesso una fase trascurata della compravendita. E invece per la tutela degli investitori è fondamentale che avvenga in maniera accurata e trasparente, come hanno imparato a proprie spese le banche, sulle quali gravano oltre 100 miliardi dei cosiddetti Npl, non performing loans, ovvero crediti inesigibili, spesso dovuti proprio a valutazioni errate.

Per ristrutturare la propria casa non è per forza necessario acquisire nuovi spazi. A volte basta infatti riorganizzare al meglio gli spazi esistenti, magari attraverso un restyling che potrebbe includere anche la creazione ex novo di pareti divisorie.
Le pareti divisorie possono tornare utili nella ristrutturazione di appartamenti non molto ampi. In particolare molti progettisti optano per lastre in cartongesso o pannelli prefabbricati, perché molto sottili e poco ingombranti. E, per chi avesse bisogno di dividere gli spazi del suo immobile solo all’occorrenza, ci sono le pareti mobili, che si possono spostare o riorganizzare a seconda delle esigenze.

Da qualche giorno è possibile cedere l’ecobonus per i lavori in casa o in condominio e “scambiarlo con denaro contante”. È quanto stabilisce una circolare dell’Agenzia delle Entrate dello scorso 18 maggio. L’iniziativa riguarda anche quelle imprese che decidono di riqualificare i propri immobili. E chi ha redditi sui quali non sono dovute imposte, o in altre parole si trova nella cosiddetta no tax area, può cedere il proprio bonus alle banche.

La detrazione è pari al 50% per gli interventi sui singoli immobili che riguardano nuovi infissi, caldaie a condensazione e schermature solari. Ma la percentuale diventa del 65% se sono interessate pompe di calore, nuove caldaie e contabilizzatori, boiler a gas, caldaie a biomasse e la coibentazione di tetti e pareti. L’aliquota può poi salire fino al 70% o al 75% se si tratta di interventi in condominio che riducono la classe energetica dell’immobile. E diventa addirittura dell’85% nel caso in cui oltre al risparmio energetico viene trattata anche la messa in sicurezza del rischio sismico.

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